martedì 4 febbraio 2020

Il sale.


Il SALE (di Gianfranco Ravasi)

Ancora oggi tra gli arabi, per indicare una profonda solidarietà si usa dire: “C’è del sale tra noi”, oppure: “Vi amo come il sale”.
A questa componente della vita quotidiana fa riferimento oggi (Matteo 5, 13-16) anche Gesù: “ Voi siete il sale della terra”, espressione che secondo alcuni studiosi rimanderebbe al salgemma del mar Morto, usato dagli antichi contadini e nomadi palestinesi anche per riscaldarsi a causa della sua combinazione col bitume. Sapore e calore, allora, si fonderebbero insieme in questo simbolo.
Un simbolo che, d’altra parte, ha nella Bibbia molte sfaccettature come i cristalli che lo costituiscono.
Il sale è, secondo quanto si diceva, segno di solidarietà: nel libro dei Numeri si parla di “un’alleanza di sale, perenne davanti al Signore” (18,19). Il sale è poi segno di vita, tant’è vero che nelle nostre lingue il “salario” è lo strumento economico della sopravvivenza, e il libro di Esdra chiama i funzionari persiani “coloro che mangiano il sale della reggia” (4,14).
Anche il neonato, come ricorda Ezechiele (16,4), veniva frizionato con sale per dargli vigore e per tenere lontani gli spiriti maligni. Il sale è segni di sapienza come dice Paolo ai Colossesi: “ Il vostro parlare sia sempre con grazia condito col sale (della sapienza) per sapere come rispondere a ciascuno” (4,6). Ma il sale è anche il segno del giudizio di Dio, come si ricorda evocando Sodoma e Gomorra nelle maledizioni dell’Antico Testamento e come dichiara Gesù: “Ciascuno sarà salato col fuoco” (Marco 9,49).
Ed è con Gesù che concludiamo questa nostra breve rappresentazione simbolica di una realtà tanto quotidiana, divenuta segno spirituale “saporoso”. “Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50).

G. Ravasi. La Parola e le parole. Il vocabolario della Bibbia per l’uomo d’oggi. Edizioni San Paolo, 1999.

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